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Sogni di donna

Uva, vigna, terra. E poi acqua, luce. Tradizione, passione, fatica. Finalmente la vendemmia, poi la cantina, la bottiglia, la tavola, la bocca. E il vino diventa serenità, allegria, compagnia, meditazione, cultura.

La storia del vino, spesso coniugata al maschile, è in realtà costellata di termini femminili. Sono l'uva, la vigna, la terra, la vendemmia a far crescere il vino come fanno le madri, le nonne, le sorelle; sono loro ad educarlo, a farlo diventare grande. Un grande vino.

Anche se spesso sono gli uomini a condurre le aziende – la stessa storia di Benazzoli è legata alle vicende del nonno e del padre – dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna. Sono mogli, madri, nonne, zie, nipoti, sorelle. Sono donne vere o immaginate, ciascuna con la sua storia, il suo carattere, i suoi sogni, le sue idee.

Oggi le donne di Benazzoli sono Claudia e Giulia, giovani imprenditrici. Ma devono ciò che sono oggi alle tante donne del passato che le hanno ispirate ed educate.

E loro stesse possono essere di ispirazione alle donne in prima linea sul lavoro, donne che portano avanti tradizioni e mestieri maschili, donne che usano la loro femminilità per cambiare linguaggi e modi di settori che rischiano di invecchiare.

Raccontiamo quindi Benazzoli con un linguaggio nuovo: un linguaggio al femminile. Che non parli di vino "da donne", che non usi banalità come il colore rosa, i caratteri corsivi o gli stereotipi di genere: parliamo invece di un vino "fatto da donne". Un vino capace di nuove sorprese, di nuovi linguaggi; un vino che sa essere forte, gentile, femminile, sensuale, appassionato.

Nasce così Sogni di Donna: quattro vini rappresentati da altrettante illustrazioni. Il tratto è evocativo, onirico, magico: come magico ed evocativo è il vino che racchiudono. Sono quattro donne immaginarie che chiamiamo per nome, ciascuna con il suo carattere, il suo stile, il suo gusto squisitamente personale. Ognuna di esse racconta diversi aspetti delle donne Benazzoli e dei loro vini.